I Canini Inclusi

Nel paziente in crescita, qualora venga diagnostica, clinicamente e radiograficamente, la presenza di uno o più canini con percorso di eruzione difficoltoso e a rischio di inclusione (i più frequenti sono i superiori, con maggior incidenza nelle femmine) è spesso necessaria una espansione del palato, in associazione alla eventuale estrazione anticipata di alcuni denti da latte, per aumentare lo spazio disponibile e quindi modificare favorevolmente il tragitto eruttivo dei canini.

Esempio di terapia intercettiva, in una bambina di 8 anni e 5 mesi, per favorire la corretta eruzione di un canino superiore a rischio di inclusione (durata del trattamento 15 mesi)

Il caso presentava una eccessiva inclinazione dell’incisivo laterale superiore destro. All’esame clinico il canino permanente si palpava sopra e a ridosso della radice dell’incisivo laterale. La radiografia panoramica ha confermato il percorso di eruzione difficoltoso del canino superiore destro, a rischio di inclusione e trasposizione con l’incisivo laterale (inversione della posizione), a sua volta a rischio di riassorbimento radicolare da parte del canino (Fig.1-3).

Il piano di cura ha previsto l’espansione dell’arcata superiore, mediante un espansore palatino, seguito da un protocollo di estrazioni anticipate dei primi molari da latte e poi dei canini da latte, una volta erotti i primi premolari permanenti (Fig.4-8).

In questo modo è stato possibile per favorire e guidare indirettamente la corretta eruzione del canino di destra, con eliminazione del rischio di trasposizione e controllare simmetricamente la permuta di quello di sinistra (Fig.9,10).

Nel soggetto a fine crescita o adulto, la presenza di un canino incluso rende più spesso necessaria, rispetto ad un paziente in crescita, una specifica valutazione diagnostica mediante una radiografia digitale 3D a basso dosaggio di ultima generazione (CBCT, dall’ inglese “Cone Beam Computed Tomography” o Tomografia volumetrica a fascio conico).

L’approccio terapeutico prevede in genere il recupero ortodontico-chirurgico del canino incluso.

Il trattamento consiste in un preliminare piccolo intervento chirurgico ambulatoriale per l’esposizione e l’aggancio ortodontico del dente incluso (più frequenti sono le inclusioni a livello del palato). Dopo circa 10-15 giorni dall’intervento e l’applicazione di una apparecchiatura fissa palatale ed estetica (con mantenimento temporaneo dei canini da latte, se presenti) viene iniziata la trazione ortodontica attiva del dente incluso. Questa prima fase può avere una durata di circa 3-9 mesi, a seconda della complessità del caso, e prevede una trazione indiretta verso la sede di eruzione, ovvero l’iniziale allontanamento del canino dagli elementi vicini. Una volta resa visibile la corona del canino inizia la seconda fase di trattamento, ovvero il posizionamento del canino in arcata, associato alla finalizzazione del trattamento secondo adeguati obiettivi estetico-funzionali.

Questa seconda fase è in genere effettuata mediante l’utilizzo di una apparecchiatura fissa linguale invisibile, che ben si presta a questa tipologia di trattamento e consente di mantenere una estetica ottimale per il paziente adulto, durante tutta la durata della terapia. Questa fase può avere una durata media di circa 12-18 mesi.

Esempio di recupero ortodontico chirurgico di un canino incluso superiore in paziente a fine crescita apparecchiatura linguale invisibile (durata complessiva del trattamento 20 mesi)

Il caso, indentatura permanente completa presentava l’assenza in arcata del canino superiore destro con permanenza dal dente da latte. L’inclusione del canino è stata confermata dalla radiografia panoramica e dalla tomografia volumetrica 3D. Il canino si presentava in posizione palatale con la corona a ridosso della radice degli incisivi superiori di destra (Fig-11-13).

Seguendo il protocollo terapeutico precedentemente illustrato, è stato recuperato in arcata e correttamente allineato il canino incluso, mediante l’utilizzo di una apparecchiatura linguale invisibile. Si noti l’utilizzo di un pontic estetico in composito, applicato dopo l’estrazione del canino da latte, per mantenere una adeguata estetica durante l’allineamento del canino, evitando spazi nel parlare o sorridere (Fig.14-18).

La procedura descritta non è invasiva e ha mostrato un’ottima affidabilità nel trattamento dei canini inclusi, ponendo la massima attenzione all’estetica e al comfort dei pazienti adulti. Il metodo da noi proposto nella sua prima fase risulta completamente reversibile e si può configurare come una prova di trazione, ovvero in caso di impossibilità di recupero del canino, statisticamente correlata all’età nei pazienti adulti, l’apparecchiatura palatale può essere rimossa senza aver recato alcuna modifica all’arcata dentale del paziente. In tal caso potranno essere valutate altre soluzioni terapeutiche, come l’estrazione del canino e la sua sostituzione protesica, a seconda delle caratteristiche e delle esigenze individuali del paziente.

Caso 1
Caso 2
 

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